Serena Carpinteri | Progettazione grafica di loghi, immagine coordinata per aziende e partecipazioni di nozze in provincia di Ragusa, Sicilia

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Ikea: la semplicità nel montaggio, la genialità nella comunicazione

Non sorprende più che la comunicazione Ikea sia geniale almeno quanto lo schema di montaggio dei suoi mobili, la creatività percorre due binari paralleli. Il settore comunicazione dell’azienda ha sempre mirato all’emozionalità dell’utente/consumatore/cliente. Da sempre ci siamo identificati con il low cost “easy & chic”. Acquistare all’Ikea ci rende anche creativi manualmente, come se proseguissimo l’operazione iniziata a monte con la produzione dei pezzi necessari a mettere in opera quel mobile. Aggirarsi nel magazzino di ritiro, poi, ci dona un’ebbra sensazione ludica: preleviamo i pezzi-della-casa-che-vorremmo dalla nursery sovrappopolata di pezzi accatastati. Ridiamo vita a quello che inizialmente appare un cimitero di mobili. Ci aggiriamo quindi con carrelli che contengono arredi smembrati, ansiosi di arrivare a casa armati di avvitatore e pazienza per esultare difronte al risultato finale. Siamo creativi perché scegliamo Ikea che ci vuole ibridi: liberi di creare e bricoleur come lifestyle. Sul piano marketing e advertising, abbiamo ormai assimilato la comunicazione aperta nella quale ci identifichiamo e lo stile di vita nel quale ci proiettiamo. Il brand è un attore presente nella società nella quale viviamo, una sorta di osservatorio sociale dei comportamenti umani: non è impossibile osservare le pratiche e abitudini che ci portiamo dietro come ombre e che proiettiamo dentro e fuori dal cubo blu innescando, inevitabilmente, nuovi modi di partecipare alle ritualità quotidiane; se ci si guarda intorno tra i tavoli della zone ristorante, si notano persone che guardano il cibo attraverso lo schermo dello smartphone (noi stessi), come se fosse una lente d’ingrandimento pensata da Ridley Scott. Piccoli dispositivi poggiati sul vassoio accanto al pane e alle posate, come beni essenziali allo svolgimento del pasto: il sale del cibo, il gusto in più. Fa sorridere amaramente questo atteggiamento compulsivo che ci porta ad essere ombre delle nostre vite intrappolate dentro planning, chat, mail, indicazioni stradali, app, alert, ed è per questo che il significato di quest’ultimo messaggio non può che essere compreso e condiviso da un ampio pubblico: sia gli analogici e/o nostalgici di una realtà più tranquilla che i bulimici e avidi di likes e tweet. Questa volta l’azienda esprime l’eccesso di una pratica ormai divenuta abitudine, trasponendola nel passato con astuta ironia. Let’s relax è il titolo della comunicazione che diventa una sorta di campagna che va oltre Ikea, descrivendo un fenomeno sociale dilagante.

Altre fonti: http://www.artribune.com/2016/09/se-ikea-sfotte-instagram-e-imita-van-gogh/

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