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Il disegno cinetico di Heather Hansen

Heather Hansens è un’artista che nel 2012 ha iniziato ad esplorare le potenzialità del disegno cinetico, coinvolgendo nella ricerca due sue passioni: la danza e le arti visive. L’idea per la serie “Emptied gestures”, che la stessa Hansen definisce “un esperimento di arte cinetica”, è nata durante una gita al mare: danzando sulla sabbia si rende conto che i segni tracciati assumono forme interessanti, così inizia ad esplorare delle modalità per trasferire il movimento del suo corpo sulla carta, generando qualcosa di nuovo. I disegni della Hansen esposti in una galleria rivelano un forte fascino proprio per le dimensioni: sembra di trovarsi dinanzi alla gigantografia di un foglio, nel quale si sono sperimentate esercitazioni geometriche attraverso il gesto sapiente delle mani, non si penserebbe al coinvolgimento fisico nella sua totalità. Il risultato ottenuto acquisisce enfasi per la modalità espressiva attraverso cui vi si giunge: è il corpo stesso a divenire parte dell’opera, inserendosi nel processo creativo attraverso cui l’artista si esprime. La lenta e sinuosa gestualità corporea, quasi danzata, che la Hansen compie nello spazio intorno a sé, viene trasferita sulla carta attraverso l’uso di pastelli o carboncini. I movimenti coordinati del suo corpo vengono “svuotati” della loro potenza emotiva, lasciando la traccia di una suggestiva serie di linee disegnate. I video delle sue live performance ci restituiscono la percezione della dimensioni del foglio, grande per contenere il corpo dell’artista e ci svelano al tempo stesso il modo in cui quei movimenti vengono riprodotti divenendo disegno: una magnetica poesia visiva che esprime la sua potenza attraverso una danza rituale e ipnotica. Nell’osservare l’intensità del gesto che genera forme simmetriche, somiglianti ai test di Rorschach o alle concentriche forme esistenti in natura, il coinvolgimento del pubblico che assiste alla perfomance è puramente estetico e contemplativo, l’interazione si esprime a livello emotivo nello stupore generato dalla visione, che aumenta in misura progressiva all’azione ripetuta sul foglio, al sovrapporsi di linee e colore, che sembra fuoriuscirle dalle mani. Il corpo dell’artista acquista un ruolo attivo nello spazio reale: una presenza impermalente genera un movimento che libera il gesto creativo, rendendolo eterno attraverso il segno grafico.
heatherhansen.net

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