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La poesia visiva di ‘Somewhere’

Somewhere
diretto da: Nicolas Ménard
7′, Francia, 2013

I meravigliosi disegni colorati e il tema narrativo di Somewhere (2013) sono opera dell’illustratore ed animatore franco-canadese Nicolas Ménard. La storia alla quale assistiamo è quella del viaggio di un astronauta e del suo atterraggio sfortunato su un pianeta lontano dalla terra, dove ha lasciato letteralmente una parte di sé: il suo braccio sinistro. Al suo arrivo si perde tra il mistero e la bellezza di questo nuovo paesaggio e la nostalgia di un contatto fisico con la sua amata.
L’uso essenziale dei colori ed il tratto netto delle figure, sono gli ingredienti che esaltano i disegni e la storia, elevando il tono lirico del racconto. L’universo drammatico di Ménard si trasferisce in questa narrazione, attingendo al mondo della fantasia, per restituire un piccolo capolavoro di intensità. Lo stesso Ménard afferma che realizzare questo lavoro è stato una sorta di arte terapia per superare una relazione terminata con il suo trasferimento dal Canada a Londra. Dopo la partenza, in seguito al cambiamento, aveva la costante sensazione di aver lasciato una parte di sé indietro, ed era come se questa parte stesse ancora vivendo la sua vecchia vita in Canada. Così ha iniziato a trascrivere l’inventio del racconto, ponendosi come traccia il voler restituire queste sensazioni, nel corto: l’immigrazione e il senso di perdita derivante dalla distanza. Distacco, assenza, vuoto, solitudine, cambiamento, tristezza sono tutti elementi tangibili che si riescono a sentire e percepire durante la visione, come il vento che soffia nei ricordi del protagonista e lo riconduce là dove ha lasciato quella parte di sé. La scelta narrativa è originale ed affrontata con sensibilità senza precipitare in comuni eccessi, grazie alla purezza e alla linearità dei disegni. Il colore è l’elemento che esalta e definisce la composizione; la scelta di una limitata palette, alternata in un sapiente uso che simula una stampa serigrafica, arricchisce la bellezza di ciascun fotogramma e diventa tratto peculiare del corto. L’illustratore afferma che l’idea iniziale si avvicinava molto ad una simile realizzazione ma poi il lavoro è stato realizzato usando Flash per i semplici passaggi d’animazione, Photoshop per eliminare ogni rumore visivo ed After Effects per la post produzione. Per conferire l’aspetto serigrafico che si percepisce, lo stesso Ménard è intervenuto manualmente su ogni immagine, durante la lavorazione, così da riprodurre la tipica separazione dei colori che avviene nella stampa serigrafica. Questo effetto si nota, durante la visione, per il tipico movimento strisciante che si vede sui contorni delle figure. Ménard afferma che “ci sono due cose nella mia pratica artistica che lo appassionano molto e risultano essere soddisfacenti: la sensazione e l’odore dell’inchiostro sulla carta ed il miracolo dei disegni che si animano”. Credo, infine, che la sensibilità, lo stupore e la sintesi siano tre ingranaggi che, innescandosi insieme alla creatività, possano produrre poesia.

A questo link, potete visionare altri lavori di Nicolas Ménard.

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